Vivaldi

Vivaldi e l’angelo d’avorio

VivaldiSABATO 4 MAGGIO, ORE 20,30
Teatro La Fenice, Sale Apollinee
Ensemble SILETE VENTI!
Oboe e direttore SIMONE TONI

Johannes Maria Anciuti costruttore di un oboe d’avorio, il mitico “Angelo d’avorio”: sembra tutto falso, quel nome è infatti fin troppo “giusto” per essere creduto vero (Anciuti…da ancia!) . Eppure Anciuti non solo è esistito, ma la sua è stata una vita di grande intensità artistica, vissuta tra Milano e Venezia dove entra in contatto con lo Spedale della Pietà e il suo maestro più celebre: Antonio Vivaldi. Forse non a caso, tra la primavera del 1734 e l’estate del 1735, Vivaldi scrive un Concerto in Do maggiore (Rv.447) che costituisce uno dei punti più arditamente complessi della letteratura dedicata all’oboe e a seguire, nel giro di pochi mesi, ne compone altri quattro di concezione non meno innovativa (Rv. 448,450,457,463). Simone Toni è l’artista che da anni si è dato alla ricerca del suono dell’oboe di Anciuti, lavorando a stretto contatto con Olivier Cottet per la ricostruzione dell’Angelo d’avorio” e con l’Ensemble Silete venti! per l’interpretazione degli ultimi cinque concerti per oboe di Vivaldi, concerti che, dice Simone Toni, sono“di difficile esecuzione tecnica ma soprattutto per la loro meraviglia toccano l’anima nel profondo”.

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